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29/01/2017 - Circolare Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), MSC.1/Circ.1485

ABBIAMO LA GIUSTA SOLUZIONE PER L'ADEGUAMENTO AL NUOVO REGOLAMENTO SOLAS in vigore dal 1° Luglio 2016. SOLAS è la convenzione IMO per garantire la salvaguardia della vita umana in mare, un insieme di norme internazionali emanate per la prima volta nel 1914 in seguito al disastro del Titanic. Oggi la SOLAS disciplina gli aspetti fondamentali della sicurezza per le navi che effettuano viaggi internazionali, come la stabilità, i macchinari, gli impianti elettrici, la protezione antincendio e i mezzi di salvataggio. L'obiettivo principale della Convenzione SOLAS è quello di specificare gli standard minimi per la costruzione, l'equipaggiamento e l'esercizio delle navi in maniera compatibile con la loro sicurezza. La circolare dell'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), MSC.1/Circ.1485, richiede che dal 1° Luglio 2016 tutte le navi ove il regolamento SOLAS sia applicabile debbano avere a bordo dei rilevatori di gas per il monitoraggio degli spazi confinati. Come minimo questi rilevatori devono essere in grado di misurare le concentrazioni di O2, gas o vapori infiammabili, H2S e CO. Inoltre, devono essere disponibili a bordo i mezzi adeguati per effettuare la Calibrazione di tutti questi strumenti. perda nessuna opportunità di vendere i prodotti MSA ai clienti del settore navale! I lavoratori del settore navale affrontano numerosi rischi, come i pericoli legati agli spazi confinati, quindi hanno esigenze rigorose per quanto riguarda i DPI, come gli autorespiratori, i dispositivi di fuga, gli elmetti antincendio Sono necessari anche i rilevatori multigas, con i sistemi fissi per il rilevamento di gas e fiamme che a loro volta sono indispensabili sulle navi. La ns Azienda, in qualità di Centro Manutenzione Autorizzato MSA, è in grado di fornire una gamma completa di DPI, rilevatori fissi di gas e fiamme e rilevatori multigas approvati MED per tutte le esigenze dei clienti che lavorano nel settore navale. Oltre a questi DPI, rilevatori fissi gas e fiamme e rilevatori multigas certificati MED, MSA può fornire anche importanti prodotti appartenenti alle seguenti famiglie: protezione della testa, degli occhi e del viso per ambienti industriali, sistemi automatizzati di test e taratura, dispositivi di protezione dell'udito e protezioni anticaduta, tutti perfettamente adatti ai lavoratori attivi nel settore navale e sulle navi. GOOD WORK SAFELY!

02/06/2016 - SPAZI CONFINATI MSA

Gli spazi confinati rappresentano un rischio notevole per la salute e la sicurezza di molti lavoratori. Analizzare e pianificare adeguatamente le operazioni da svolgere in tali spazi può fare la differenza tra un buon lavoro e un disastro. Uno spazio confinato si può definire come una zona che: • è abbastanza grande per consentire a un lavoratore di entrare ed eseguire il lavoro • offre spazi limitati o ristretti per l'accesso e l'uscita • non è progettata per l'occupazione continua da parte delle persone • pone potenziali rischi significativi a chi vi entra. Prima di iniziare a lavorare in uno spazio confinato occorre individuare e valutare accuratamente i rischi, per determinare le precauzioni necessarie. Nell'Unione europea non esiste una legislazione specifica sul lavoro negli spazi confinati ma le indicazioni di base della direttiva 89/391/CEE si possono applicare anche agli aspetti della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. La direttiva attribuisce al datore di lavoro la responsabilità di individuare il rischio e di adottare le contromisure appropriate in base alle caratteristiche specifiche del luogo di lavoro, compresi gli spazi confinati È fondamentale seguire le procedure per l'accesso agli spazi confinati, prima dell'ingresso del lavoratore. Ed è particolarmente importante in caso di rischio ragionevolmente prevedibile di lesioni gravi durante l'accesso o le operazioni svolte all'interno. Di solito le normative nazionali e quelle interne aziendali prevedono un sistema di autorizzazioni formali scritte che autorizzano allo svolgimento del lavoro, nell'ambito del sistema di sicurezza (UK HSE, lavoro in spazi confinati, regolamenti sugli spazi confinati, 1997). L'utilizzo di un sistema di autorizzazioni consente di registrare tempestivamente i risultati e le autorizzazioni necessarie per accedere. Le attrezzature per l'accesso agli spazi confinati e per il recupero possono essere necessarie per agevolare l'ingresso e l'uscita. I sistemi anticaduta adeguati comprendono dispositivi di ancoraggio (ad esempio un tripode), imbracatura integrale, dispositivi di collegamento (ad esempio linea vita retrattile, verricello / unità di soccorso). Le apparecchiature di recupero sono utili per far scendere i lavoratori e i materiali negli spazi confinati, controllando la velocità di discesa ed evitando cadute accidentali. Il verricello MSA Workman Winch è un dispositivo certificato per sollevare o abbassare persone e materiali. A volte occorre estrarre rapidamente un lavoratore da uno spazio confinato senza che un altro operatore vi acceda, ma è molto difficile estrarre qualcuno da un pozzetto profondo senza ausili meccanici. Per questo, il nuovo MSA Workman Rescuer offre una protezione anticaduta veloce, semplice e intuitiva, con funzionalità integrata di recupero bidirezionale. Il MSA Workman Rescuer non si limita ad arrestare la caduta: la sua funzionalità di recupero consente all'utilizzatore di salire o scendere per raggiungere una posizione sicura. Il MSA Workman Winch si può facilmente collegare al tripode MSA Workman Tripod per alzare e abbassare materiali e persone, oltre che a un cordino retrattile MSA Workman Rescuer con funzionalità di salvataggio di emergenza per arrestare le cadute e per il recupero di emergenza. Il cordino autoretrattile (SRL) con dispositivo di salvataggio di emergenza rimane collegato al lavoratore che accede allo spazio confinato. Il cordino standard Workman SRL, utilizzabile al posto del Workman Rescuer, offre libertà di movimento nello spazio confinato e non richiede che un collega rilasci e ritiri costantemente la linea con un paranco mentre il lavoratore si sposta. Il vantaggio del Workman Rescuer consiste nel fatto che, in caso di caduta, il collega rimasto all'esterno attiva la funzionalità di salvataggio di emergenza e recupera il lavoratore senza entrare nello spazio confinato. È disponibile un'estesa gamma di imbracature Workman e Evotech utilizzabili come dispositivi di recupero. Gli anelli a D e le cinghie su spalle, dorso e torace si possono usare come punti di ancoraggio della linea di recupero. Per le emergenze in spazi confinati con aperture estremamente ristrette, la barra Workman Spreader Bar è l'ideale: offre comodità e sicurezza durante l'abbassamento e il sollevamento dei lavoratori. Si utilizza generalmente con un gruppo argano-tripode collegato all'imbracatura per mezzo dei punti di fissaggio sulle spalle e tiene la vittima in posizione verticale, riducendo lo spazio necessario per estrarla. Le cinghie integrate si possono usare anche per fissare le braccia di un lavoratore ferito durante il sollevamento o l'abbassamento.. Prima di accedere a un'area di lavoro confinata, occorre controllare con attenzione tutte le apparecchiature, prima di ogni utilizzo. Se un'apparecchiatura mostra segni di usura o di danneggiamento o se non supera l'ispezione non deve essere utilizzata. Considerando la varietà dei rischi e dei materiali in uso, tutto il personale che ha a che fare con attività svolte in spazi confinati, compresi i supervisori, gli operatori che accedono, gli assistenti e il personale di soccorso, deve essere ben addestrato. Chi autorizza all'accesso allo spazio confinato deve conoscere perfettamente il contenuto e i pericoli dello spazio in questione. Tutti i lavoratori che operano in spazi confinati devono comprendere perfettamente i propri compiti prima di entrare e devono essere informati di eventuali variazioni di tali compiti o delle applicazioni nello spazio confinato.

02/05/2015 - In che modo i DPI possono perdere la certificazione

Al giorno d'oggi, ogni dispositivo di protezione individuale [DPI] è certificato e provvisto di "Dichiarazione di conformità CE" in accordo alla direttiva 89/686/CEE sui DPI. La norma relativa al prodotto specifica i test intensivi e i requisiti delle prestazioni, allo scopo di confermare il livello di protezione dei DPI. Nella pratica però è evidente che alcuni DPI vengono utilizzati in modo inadeguato o modificati, lungo la filiera di fornitura e dagli stessi utilizzatori. L'esperienza dimostra che spesso diversi DPI vengono combinati tra loro senza eseguire dei test per escludere possibili interferenze o alterazioni delle prestazioni di protezione quando si utilizzano contemporaneamente. Di conseguenza i DPI potrebbero non garantire le prestazioni di protezione certificate, senza che l’utilizzatore se ne accorga. In molti ambienti di lavoro industriali è obbligatorio proteggere la testa, gli occhi, il viso, le vie respiratorie e l'udito. È sufficiente dare un'occhiata alla maggior parte dei cantieri o dei grandi siti industriali per accorgersi che i lavoratori hanno decorato i propri elmetti applicando adesivi e scrivendo con pennarelli indelebili. È comprensibile che molti lavoratori utilizzino un pennarello indelebile per scrivere il proprio nome sull'elmetto che indossano ogni giorno, per essere sicuri di usare sempre lo stesso elmetto, per motivi igienici. Alcuni applicano gli adesivi della loro squadra del cuore o di qualche corso di primo soccorso o di altro genere... Questi comportamenti possono compromettere il livello di sicurezza dell'elmetto. Secondo la norma EN 397, il produttore dell'elmetto deve indicare quali adesivi si possono utilizzare, poiché la colla dell'adesivo o il solvente del pennarello potrebbero progressivamente danneggiare la calotta, a prescindere dal materiale (HDPE, PC, ABS...). I manuali d’uso della maggior parte dei produttori di elmetti vietano di applicare adesivi sulla parte esterna. Altri produttori di elmetti offrono una certa "flessibilità": permettono l'uso di adesivi compatibili con il materiale dell'elmetto, a condizione che il produttore degli adesivi lo confermi. Tenendo conto dell'enorme quantità di combinazioni di elmetti e materiali disponibili sul mercato, è improbabile che un produttore di adesivi possa verificare o confermare la compatibilità per tutti i modelli. Gli adesivi e i pennarelli non testati e confermati dai produttori di elmetti devono essere usati con molta cautela! Poiché l'uso di adesivi o pennarelli non approvati può provocare la perdita dell'approvazione, quando si sceglie un elmetto è consigliabile controllare se il produttore offre delle opzioni per quanto riguarda gli adesivi e le stampe. Se sono necessari degli attacchi per lampade, spesso questi devono essere ordinati insieme all'elmetto, poiché di solito sono fissati alla calotta in fase di produzione e la combinazione deve essere testata e certificata. L’utilizzatore rende nulla l'approvazione dell'elmetto se fora la calotta per aggiungere un supporto per lampada! Vediamo alcuni esempi di applicazioni all'aperto. È comprensibile che in inverno gli utilizzatori desiderino indossare un copricapo che li tenga al caldo; poiché l'elmetto è obbligatorio, a volte indossano un proprio cappello di lana sotto l'elmetto e magari in estate indossano un cappellino da baseball, sempre sotto l'elmetto. Purtroppo gli utilizzatori, di solito, non sanno che questi indumenti modificano il posizionamento dell'elmetto e la sua tenuta sulla testa, compromettendo le prestazioni di protezione e aumentando anche il rischio che scivoli via. La soluzione più sicura consiste nel selezionare un elmetto disponibile con sottocaschi invernali dedicati, il cui uso combinato con l'elmetto è stato testato ai sensi degli standard di protezione. Negli spazi confinati e sui ponteggi sono spesso necessari i sottogola per tenere l'elmetto in posizione quando ci si muove. La norma EN 397 richiede che gli elmetti e i sottogola siano testati in combinazione tra loro, quindi non è consentito usare una combinazione non testata (ovvero un sottogola di un produttore diverso dal produttore dell'elmetto). La norma EN 397 impone che tutti gli accessori e gli elementi opzionali dell'elmetto siano elencati nel manuale. Quando si sceglie un elmetto è opportuno verificare se il produttore propone tutti gli accessori necessari, come i sottocaschi invernali, gli inserti raffreddanti, i sottogola e così via. 85 dB (A): è il livello di emissioni acustiche ritenuto sicuro sul lavoro, a livello europeo; nei cantieri però viene spesso superato, quindi si devono indossare le opportune protezioni per l'udito. Sono stati segnalati incidenti causati dal fatto che il lavoratore non indossava l'elmetto per poter usare le cuffie ad archetto. Ovviamente si tratta di un comportamento sconsigliato, perché c'è sempre il rischio di caduta di oggetti! Alcuni utilizzatori indossano semplicemente le cuffie tenendole ruotate all'indietro, con l'archetto all'altezza del collo, ma se non sono progettate e certificate per l'uso in questa posizione, avranno una tenuta o una pressione di contatto inefficaci, quindi la protezione fornita sarà inferiore a quella certificata. È necessario usare cuffie montate sull'elmetto e certificate per l'elmetto specifico: solo così si otterrà il livello di attenuazione certificato per le cuffie in uso. Se si fissano delle cuffie a un elmetto per il quale non sono certificate, la pressione può variare a causa delle dimensioni e della forma della calotta. La norma EN 352 stabilisce che il produttore del dispositivo di protezione per l'udito deve stabilire quali elmetti sono certificati in combinazione con le proprie cuffie, per cui quando si sceglie un elmetto occorre verificare sempre che sia prevista una combinazione di protezione dell'udito certificata adatta alle proprie esigenze. Gli utilizzatori devono anche verificare di utilizzare gli adattatori di montaggio corretti per il loro elmetto. La protezione degli occhi è sempre obbligatoria per i lavoratori, in molti cantieri. Quando un operatore toglie gli occhiali perché non si adattano alle cuffie, al sottogola o alla maschera, rischia di subire lesioni agli occhi e persino di perdere la vista! Gli occhiali convenzionali, con astine standard, se indossati in combinazione con le cuffie, possono causare un vuoto tra i cuscinetti di tenuta delle cuffie e ridurre l'attenuazione. Per evitarlo, gli utilizzatori devono scegliere occhiali con fascia per la testa oppure con astine molto sottili, ben aderenti. Alcune applicazioni del settore edile richiedono una protezione del viso supplementare. La norma EN 166 impone che ogni visiera sia sempre certificata insieme al proprio telaio; le combinazioni non abbinate non sono consentite, neppure se i componenti sono apparentemente compatibili. Spesso le visiere e i telai si usano in combinazione con un elmetto di un altro produttore; non è vietato dalla norma EN 166, però in questi casi non è possibile garantire che la visiera offra le performance di protezione previste. La visiera potrebbe facilmente staccarsi: in questo caso non rispetterebbe la norma. Se risulta difficile sostituirla o montarla sull'elmetto, c'è il rischio che non venga utilizzata! È quindi fondamentale che la visiera, il telaio e l'elmetto siano sviluppati e certificati in combinazione tra loro e che possano essere rapidamente combinati o separati al variare delle condizioni. La protezione delle vie respiratorie è obbligatoria in determinate applicazioni industriali o edili. Quando si indossano maschere e occhiali, è importante verificare che le astine e il nasello non provochino infiltrazioni. Se l'utilizzatore combina una maschera e una visiera deve sempre considerare la necessità di regolare la distanza tra la visiera e il volto, in modo che la maschera sia indossata correttamente, dietro la visiera. Quando si indossano maschere intere ed elmetti occorre anche tenere presente che la regolazione dell'altezza dell'elmetto è fondamentale per garantire che la bardatura della maschera calzi bene sotto l'elmetto e che l'insieme sia saldamente calzato sulla testa. Riepilogando, sono molti gli esempi pratici in cui le prestazioni di protezione dei DPI possono essere compromesse. L’utilizzatore che indossa contemporaneamente protezioni per la testa, gli occhi, il viso, le vie respiratorie e/o l'udito deve sempre valutare la loro compatibilità. La possibilità di combinare i DPI deve essere dimostrata da test di compatibilità o dall'approvazione congiunta, per garantire che le prestazioni di protezione non siano compromesse. MSA esamina la compatibilità di tutte le combinazioni ragionevolmente possibili, in fase di sviluppo del prodotto, e può fornire informazioni più dettagliate.

02/05/2015 - Quali sono i rischi se si appannano gli occhiali o la visiera?

Negli ambienti di lavoro caldi e/o umidi può essere necessario evitare l'appannamento a livello degli occhi e proteggere il viso, ad esempio nei locali delle caldaie o negli impianti di produzione di alimenti, quando si passa da un ambiente a un altro con diverse condizioni di temperatura o umidità oppure all'aperto nelle giornate estive molto afose o semplicemente a causa dell'attività fisica dell’utilizzatore. Se la visione è limitata dall'appannamento possono verificarsi situazioni pericolose con il rischio di incidenti! Anche un'azione semplice come togliere gli occhiali o sollevare la visiera per rimuovere la condensa potrebbe essere pericolosa. Un efficace sistema di ventilazione indiretta sugli occhiali a mascherina e la regolazione del supporto della visiera possono evitare l'appannamento. I responsabili della sicurezza sono sempre più interessati alle visiere e alle protezioni per gli occhi con trattamento antiappannamento. Molte delle lenti disponibili sul mercato non sono trattate per evitare l'appannamento e quelle trattate offrono livelli di prestazione diversi. Una delle cause è il fatto che il termine "antiappannamento" è semplicemente descrittivo e non sempre definito. Tuttavia la norma EN 166 sulla protezione personale degli occhi prevede un'opzione "antiappannamento": questo requisito opzionale stabilisce che la lente deve rimanere priva di appannamento per almeno 8 secondi durante il test [EN 168:2001, punto 16]. Solo un trattamento efficace, resistente e di alta qualità può superare questa prova, dopo la necessaria fase di condizionamento. Le lenti marcate EN 166 "N" sono certificate come antiappannamento e soddisfano i requisiti per le prestazioni antiappannamento. Alcuni produttori affermano di avere visiere con generiche proprietà "antiappannamento", ma spesso non sono conformi alla norma EN 166 "N". MSA propone diversi tipi di visiere, occhiali e occhiali a mascherina che hanno superato questo test di antiappannamento ad alta intensità, conformi alla EN 166 "N". Gli utilizzatori devono tenere presente che nessun trattamento antiappannamento dura per sempre: con la pulizia giornaliera, ogni trattamento scompare lentamente nel corso delle settimane e dei mesi. Si raccomanda quindi di rinnovare il trattamento con lo spray antiappannamento e detergente di MSA. Le visiere e le protezioni oculari con un efficace trattamento antiappannamento possono migliorare notevolmente la sicurezza e la produttività dei lavoratori!

02/05/2015 - La formazione delle squadre antincendio: quali i riferimenti normativi?

Un quesito pervenuto alla rivista Antincendio riguarda la normativa di riferimento per la formazione delle squadre: dal personale addetto alle tempistiche di aggiornamento. Inoltre, il quesito si articola sulle docenze per i Formatori qualificati. Risponde Sandro Marinelli. Il quesito Chi è abilitato a formare il personale addetto alle squadre antincendio? Da quali norme viene stabilito? È previsto l'aggiornamento antincendio e se si con quali tempistiche e da chi può essere svolto (norme di riferimento)? Il personale che ricopre incarichi di "Formatore Qualificato" (ad esempio Datori di Lavoro, Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione etc.) possono svolgere attività di docenza in materia di formazione/aggiornamento antincendio? Colgo l'occasione, altresì, per conoscere quali percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro (ad esempio primo soccorso, dirigenti e preposti di settore, lavoratori a rischio etc.) possono svolgere in qualità di docenti i predetti "Formatori Qualificati"?. Secondo l'Esperto In materia di "squadre antincendio", la normativa di riferimento è ancora il D.M. 10/03/98 (Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro) emanato ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. n. 626/94, oggi sostituito dall'art. 46 del D.Lgs. n. 81/08 che fa sempre riferimento al predetto D.M., che resta, ancor oggi, l'unico decreto attuativo emanato ai sensi del citato art.46. In tale decreto sono fissati i "contenuti mini mi dei corsi di formazione per addetti alla lotta antincendio ed alla gestione delle emergenze", ma nulla si dice sui soggetti formatori abilitati ad erogare la predetta formazione per le squadre antincendio. Per colmare questa ed altre lacune esistenti nella legislazione vigente, il Ministero dell'Interno ha da tempo predisposto una revisione al D.M. 10/03/98, ma tale revisione, presentata persino al Forum di Prevenzione Incendi svoltosi a Milano il 26/09/2013 dal coordinatore del gruppo di lavoro ad hoc ing. Inzerillo, non ha avuto ancora la luce e non è stata ancora pubblicata nella Gazzetta della Repubblica Italiana. In tale proposta di revisione del D.M. 10/03/98, vengono fissati i requisiti dei formatori (l'art.8 della revisione proposta al comma 3 sancisce che "i docenti devono possedere un'esperienza come formatori in materia antincendio di almeno novanta ore, ovvero, aver frequentato un corso di formazione per formatori erogato dal Corpo Nazionale Vigili del fuoco....secondo modalità....." Per i docenti della parte teorica è richiesto almeno il possesso di un diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico, vengono fissate le modalità di svolgimento dei corsi di formazione e di aggiornamento. Per quest'ultimo aspetto, l'aggiornamento, la nuova proposta prevede, all'art.7- comma 4, una cadenza almeno quinquennale, in linea con quanto stabilito dall'art. 37 comma 9 del D.Lgs. n. 81/08. In definitiva, bisognerà attendere l'emanazione del Nuovo D.M. 10/03/98 per vedere definitivamente completata la normativa che regolamenta la formazione delle squadre addette alla lotta antincendio ed alla gestione delle emergenze.